Storia e geografia del tè

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Storia e geografia del tè: origini, storia e luoghi

 

Il tè è una bevanda dalle origini antiche e affascinanti. Scopriamo insieme la sua storia!

 

L’origine del tè

Il tè nasce in Cina, più precisamente nel sud dello Stato, nell’attuale regione di Yunnan.

La parola “tè” deriva da tê, la resa del carattere cinese (pronuncia “tei”), derivante dal dialetto Min, diffuso a sud del Fujian e a Taiwan.

I primi usi della pianta del tè si pensa risalgano a 5000 anni fa, ma la prima testimonianza scritta è un trattato di farmacopea del 200 a.C.

Tutte le varietà di tè derivano da un’unica pianta – la Camellia Sinensis – e si distinguono per le modalità di lavorazione delle foglie e, più nel dettaglio, per i diversi gradi di ossidazione (o fermentazione) delle foglie. Il tè rosso (hongcha o rooibos) è fermentato, il tè verde (lücha) non è fermentato, il tè blu (qingcha o oolong) e il tè giallo (huangcha) sono leggermente fermentati, il tè nero (heicha) è postfermentato, il tè bianco (baicha) è parzialmente fermentato e ottenuto dai primi germogli della pianta. Una volta essiccato, il tè può essere ulteriormente lavorato per produrre tè aromatizzato, pressato o deteinato.

 

La diffusione del tè nel corso dei secoli

A partire dal III sec. d.C., fino al IV sec. d.C., il tè veniva usato come medicinale dalle proprietà antimicrobiche e antibiotiche e veniva ampiamente bevuto dai monaci buddhisti, che lo usavano per vari scopi: come bevanda rituale, come tonico e come rimedio contro i dolori reumatici. 

All’epoca Tang (VII-X sec.) risale il “Canone del tè”,  ovvero il primo trattato completo sul tè; nell’VIII sec. si diffonde nelle corti (dove viene bollito solo con il sale); inizia a essere consumato oltre confine – più precisamente in Giappone – solo all’inizio dell’XI sec., grazie all’intervento di alcuni monaci buddisti. 

Dal X al XIII sec., grazie alla dinastia Sung, il tè diventa un prodotto ad uso quotidiano, tanto che quell’epoca è ricordata come l’Età dell’Oro del tè. 

L’attuale preparazione, che prevede l’infusione del tè nell’acqua calda, nasce solo nel XIII sec. con la dinastia dei Ming.

L’arrivo in Europa e il “furto” inglese

Nel XVII sec., il tè arriva anche in Europa, grazie ai portoghesi (i primi commercianti con l’Asia), seguiti dagli spagnoli e dagli inglesi. 

La passione per il tè nasce, soprattutto, nelle corti nobiliari inglesi che iniziano a diffondere il consumo di questa nuova bevanda.

Questa dinamica andò avanti per secoli fino a quando l’Inghilterra, stanca di acquistare grosse quantità di tè dalla Cina, decise di rubarlo e di piantarlo nelle sue colonie. 

La corona britannica inviò in Cina un botanico spia, Robert Fortune, con la missione di “rubare” le  piante del tè e portarle in India (all’epoca colonia inglese).

 

Il tè e la rivoluzione americana

Il tè, oltre ad avere avuto un impatto sulla cultura e le tradizioni dei popoli, ha anche “segnato” la storia moderna. È, infatti, la goccia che ha dato il via alla rivoluzione americana nel 1773. 

I cittadini di Boston, stanchi di pagare ingenti tasse alla corona inglese (specialmente sui prodotti importati), decisero di iniziare una protesta – sfociata poi nella rivoluzione – affondando un carico di tè nel famoso episodio che prese il nome di “Boston Tea Party”.

 

Grazie a questi piccoli, ma grandi, avvenimenti nella storia, oggi il tè è una delle bevande più consumate al mondo, addirittura la seconda più bevuta dopo l’acqua.

Al giorno d’oggi, la pianta del tè è coltivata in più di 30 Paesi (compresa l’Italia), approdando in ogni continente e diventando una delle nostre bevande preferite.

 

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