Il Té: cos’è e da dove deriva


Il tè è la seconda bevanda più bevuta al mondo (seconda solo all’acqua) e deriva dall’infusione di foglie della Camellia sinensis. Nasce nell’Asia sud orientale dove – ancora oggi – troviamo cerimonie molto peculiari,  soprattutto in Giappone e in Cina. Ben presto, però, il tè si è diffuso in tutto il mondo, per merito soprattutto dell’impero Britannico, fino ad arrivare a noi. Oggi è molto consumato anche in Italia, nonostante la sua coltivazione non riscuoti ancora molto successo nel nostro Paese. Infatti, in Italia, esistono solo quattro piccole piantagioni di tè: una a Pavia, una sul Lago Maggiore, una in Toscana e una in Sicilia. La pianta del tè La Camellia sinensis è la pianta da cui deriva il tè, appartenente alla famiglia delle Theaceae. Le Theaceae sono una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni legnose (alberi o arbusti) a prevalente distribuzione nelle regioni tropicali e subtropicali. Il genere più noto è Camellia, che include molte specie con valenza ornamentale e una specie (Camellia sinensis) coltivata per la produzione del tè. Tutte le tipologie di tè traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: sono i metodi di lavorazione a differenziare le varie tipologie, che verranno analizzate una per una nei prossimi articoli. Il terreno più adatto per la sua coltivazione è quello acido e permeabile, senza ristagni d’acqua. Tuttavia, questa pianta è coltivata in tutti i continenti, anche in regioni molto più a Nord delle aree sopracitate. La temperatura ideale è, infatti, tra i 10° e i 30 °C e le coltivazioni possono trovarsi anche a 2.500m di altitudine (è proprio a quote più elevate che spesso si ottengono i tè più pregiati). La vita produttiva della Camellia sinensis comincia generalmente dopo 3-4 anni dalla semina e dura per qualche decina d’anni, anche se esistono esemplari selvatici che superano il secolo d’età. Esistono due diverse sottospecie di Camellia sinensis: Camellia sinensis sinensis, detta anche China (dal nome latino), che può raggiungere i 5 metri di altezza; e Camellia sinensis assamica, detta Assam, capace di arrivare ad 11 metri. Da questa pianta non si ottiene solo il tè, ma anche dell’olio dolciastro da cucina, molto usato in alcune province cinesi, attraverso la spremitura a freddo i semi. L’utilizzo più famoso, però, rimane quello della produzione di tè attraverso le foglie. Ok, ma come si spiegano tutte le tipologie di tè esistenti se la pianta è sempre la stessa? A seconda dell’età della foglia, si avranno qualità di tè diverse dal momento che, con la maturazione, la composizione chimica può subire dei cambiamenti. Generalmente, sono le foglie più giovani – quelle caratterizzate da una leggera peluria bianca o argentata – ad essere destinate alla raccolta per la produzione del tè. In base al tipo di trattamento cui vengono sottoposte le foglie, si possono ottenere prodotti diversi per forma, colore, aroma e sapore.

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